L’illuminazione in casa: mini-tour stanza per stanza

L'illuminazione di stanza in stanza

Non potrei mai vivere in una casa senza luce. Amo gli spazi ariosi e luminosi, le aperture ampie da cui guardare fuori. Certo, per chi abita in città spesso il panorama non è esattamente suggestivo; per quanto mi riguarda mi ritengo fortunata, se mi affaccio al balcone non devo contemplare strade trafficate né scambiare strette di mano forzate con gli abitanti del palazzo di fronte. Una delle ragioni per cui ho scelto questa casa è stata proprio la combinazione vincente tra esposizione interna e distanza più che ragionevole tra il mio stabile e quelli vicini. Di giorno la luce entra generosamente dalle finestre e si riflette sulle pareti (tutte rigorosamente bianche, almeno per il momento), e quando il sole va a dormire entra in scena l’illuminazione, che in una casa è tanto importante quanto complicata da progettare.

Durante la mia spedizione punitiva da IKEA, la scorsa estate, ho acquistato gran parte di quello che mi serviva per rendere la mia casetta luminosa e accogliente anche di sera: avevo un budget limitato, poco tempo da dedicare allo shopping ed un trasferimento da organizzare in fretta, per cui ho cercato di andare al sodo – poco romantico come scenario, ma chi come me ha un lavoro a tempo pieno può capire. E poi, non è forse vero che i limiti stimolano la creatività?

L’illuminazione in casa, stanza per stanza

Il corridoio

Sospensione Melodi IKEA

Per i due punti luce nel corridoio, lungo e ampio, ho scelto una soluzione super-basica: le sospensioni Melodi, con il loro design lineare ed il paralume in plastica satinata semitrasparente che irradia una bella luce diffusa. Una coppia di quelle con diametro da 28 centimetri, et voilà – minima spesa e resa più che discreta, specie se come me avete un gusto un po’ minimal.

Il bagno

Illuminazione stanza per stanza - Il bagno

Ho optato per una Melodi, questa volta nella versione da 38 centimetri di diametro, anche per il bagno: ho delle piastrelle moooolto celesti (!) che essendo in affitto non voglio cambiare, e bisognava mantenersi sul semplice.

In questo caso, è la dimensione che conta: la versione più grande della Melodi ha una buona presenza scenica, ed insieme agli altri accessori bianchi (la tenda per la vasca effetto tessuto, i contenitori in vimini e in plastica, il mobile sotto al lavabo), ai dettagli in legno naturale e ai tessili nei toni del blu crea un’atmosfera molto rilassante.

La camera da letto

In camera da letto una coppia di faretti da parete della serie Ranarp, che mi ha conquistata subito per lo stile vintage e i dettagli ricercati, è stata per un po’ di tempo l’unica fonte di luce: a scegliere il lampadario invece ci ho messo un po’, volevo qualcosa che fosse unico e avesse un valore simbolico.

Illuminazione stanza per stanza - la camera da letto

Una nassa originale, splendidamente conservata, è ora protagonista indiscussa della stanza: ne vado particolarmente fiera sia perché è stato un regalo graditissimo ed inaspettato, sia per l’intuizione che mi ha permesso di reinventarla e renderla utile al mio scopo, anche in questo caso con un budget ridotto. Adoro il gioco di riflessi della luce attraverso gli intrecci del giunco (al progetto DIY del lampadario-nassa e alla storia di come è arrivata tra le mie braccia potrei dedicare un post a parte… restate sintonizzati).

La cucina

Il lampadario della cucina è un pezzo vintage, bottino di una Domenica mattina al mercato di Piazza Marina a Palermo. Il blu intenso dello smalto crea un piacevole contrasto con i mobili total white.

Illuminazione stanza per stanza - la cucina

Il salotto

Illuminazione stanza per stanza - il salotto

Last but not least, la zona living: avevo un’idea precisa in mente, volevo che la luce fosse scenografica, ben distribuita nello spazio e che non provenisse da un unico punto centrale.
Di conseguenza, niente lampadario.
La coppia di lampade montate basse sul piano del tavolo crea un’atmosfera raccolta per cenare, lavorare o intrattenersi: anche queste sono della serie Ranarp, ma le ho hackerate con i cavi tessili e il rosone in ceramica di Creative Cables per realizzare il gioco di sospensioni che vedete in foto. La piantana (realizzata accoppiando ad una base acquistata da Leroy Merlin un paralume Nymö di IKEA) ne compensa il raggio ridotto diffondendo una luce più morbida in tutta la stanza.

Luce calda, fredda o naturale?

Anche la qualità della luce è un elemento da non sottovalutare. Consiglio di scegliere sempre lampadine a Led, che vi permettono di risparmiare notevolmente sui consumi, hanno una durata lunghissima, non si surriscaldano e non inquinano.

Personalmente non amo la luce gialla, a molti dà un senso di calore ma io trovo che appiattisca gli ambienti e che non permetta di valorizzare appieno le note di colore, che siano sulle pareti, nei mobili o negli accessori di casa. Alla luce completamente bianca – che in effetti fa spesso “effetto ospedale” – preferisco la cosiddetta luce naturale (nelle confezioni delle lampadine a Led compare di solito la dicitura “Natural White”, la temperatura colore è di 4500k).

E voi, che illuminazione avete scelto per la vostra casa?

CC BY-NC-SA 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.

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